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Ho ricevuto questa lettera da parte di Andrea Ricassi. Lui ed altri stanno facendo il possibile per ricordare la giornalista Anna Politkovksaja, assassinata quasi un anno fa in circostanze che, a quanto sembra, qualcuno vuole rimangano poco chiare.  Pubblico qui di seguito il suo appello.

Cari firmatari dell’appello, quando ho appreso la notizia dell’arresto di dieci persone accusate dell’omicidio di Anna Politkovskaja ho creduto, per qualche ora, che le cose stavano migliorando anche in Russia. Ho pensato, forse poco convinto, che la mobilitazione internazionale per ricordare la grande giornalista potesse avere smosso il Cremlino o il fedelissimo che Putin ha messo a fare il Procuratore generale.

Persino le iniziative che si stanno organizzando in tutta Italia mi sono sembrate a un certo punto superate. Poi, col passare delle ore, il sorriso del regime si è trasformato in un ghigno. E’ possibile che il gruppo di fuoco arrestato sia composto da persone che hanno progettato e compiuto omicidi. Magari qualcuno di loro sarà anche coinvolto nell’assassinio di Anna Politkovskaja: il colpo di grazia con cui l’assassino si è assicurato che non ci sarebbe più stato ritorno, dimostra che si tratta di professionisti. I killer, però, non si muovono mai spontaneamente: uccidono, sempre, su commissione. Tutti sanno che l’impero sovietico non c’è più, ma le sue parole d’ordine non sembrano ancora andate in soffitta. Tanto è vero il procuratore Chaika, dopo aver riferito al suo referente istituzionale, Vladimir Putin, annuncia che: “solo persone che vivono fuori dalla Federazione russa possono aver avuto interesse a uccidere Anna Politkovskaja, perché il suo omicidio è stato particolarmente vantaggioso per quelle persone e quelle strutture che cercano la destabilizzazione della Russia, che inseguono il cambio dell’ordine costituzionale, la creazione di una crisi in Russia, il ritorno al sistema precedente quando i soldi e gli oligarchi decidevano tutto”. La colpa di tutto sarebbe sempre di Boris Berezovskij, oligarca riparato a Londra, nemico di Putin. Uno che vive seppellito tra le guardie del corpo. Che odierebbe talmente Putin da aver fatto uccidere la giornalista che più lo criticava per fargli un dispetto. Un modo strano e davvero poco credibile per destabilizzare un paese. Il tutto non sta in piedi. Sa di campagna elettorale, ormai alle porte.

E quindi noi andiamo avanti. Per ricordare Anna e sperare in tempi migliori, anche a Mosca.

L’appello è stato modificato per renderlo più aderente alla realtà che cambia.

Ora è pubblicato, insieme alle numerose traduzioni, su un apposito blog:

http://anna-7ottobre2007.blogspot.com/

L’elenco delle iniziative che sono in via di organizzazione per il 6/7 ottobre vengono pubblicate sul blog del Comitato per la pace nel Caucaso: http://cpc.hrvc.net/

Nel nostro piccolo stiamo organizzando l’iniziativa del 6 Ottobre al Circolo della stampa di Milano.

Iniziamo a mandarvi la locandina. Se vi è possibile, diffondetela tra gli amici, appendetela in azienda, in università, in biblioteca o nei negozi. I colleghi giornalisti, se possono, continuino a parlare della Politkovskaja e anche delle iniziative in sua memoria.

Noi siamo qui. Per ricordare una giornalista uccisa e domandarci: ci sarà un giudice a Mosca?

Pubblicato in: on Agosto 29, 2007 at 10:17 pm Lascia un Commento

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