Il Caso EUROPA 7

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E’ il motivo per il quale Emilio Fede, nella vicenda raccontata nel post precedente, inizia ad insultare Piero Ricca dandogli dell’imbecille. La domanda era del tutto legittima: «Cosa ne pensa del caso Europa 7?» Qualcuno ora si starà chiedendo di cosa si tratti. In televisione non se ne parla, eppure è una vicenda che dovrebbe avere una risonanza immensa. Una rete nazionale è pronta da anni per trasmettere. Sono stati fatti investimenti della portata che tutti possono immaginare, per essere competitivi nei confronti di Mediaset e Rai. Questo canale non ha però ancora preso vita, perchè le frequenze sulle quali dovrebbe trasmettere sono occupate da Rete 4. In Italia infatti sono poche le frequenze che permettono di ricevere un canale televisivo in tutto il territorio nazionale. A chi appartengono? L’Etere è di tutti. Chi ha il diritto di sfruttarle? Il buon senso parla chiaro: andrebbero divise tra i vari editori. Ovviamente qualora dimostrassero di avere i numeri per poter intraprendere un progetto di buon livello. E l’imprenditore Francesco Di Stefano sorprese tutti, a suo tempo, quando si presentò alla gara pubblica con un capitale di 12 miliardi di lire, e vinse ai danni di Rete4. Ma, come leggerete poco più sotto, si è cercato in tutti i modi di impedire il passaggio di queste benedette frequenze ai legittimi proprietari.

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I PUNTI SALIENTI DELLA VICENDA

  • Nel luglio 1999, Europa 7 ottiene dallo Stato Italiano la concessione per una rete Nazionale, ma il Governo D’Alema non le assegna le frequenze per iniziare a trasmettere, alla stessa data Retequattro non ottiene la concessione.
  • Dall’aprile 2000 al giugno 2001 il Governo Amato si disinteressa completamente della vicenda di Europa 7, permettendo in questo modo a Retequattro di continuare a trasmettere senza concessione.
  • Nel novembre del 2002 la Corte Costituzionale con la sentenza n. 466 stabilisce che Retequattro deve dismettere definitivamente le trasmissioni terrestri entro il 31 dicembre 2003.
  • Il 24 dicembre 2003 Silvio Berlusconi firma un decreto legge per superare tale termine.  –> [alla faccia del conflitto d'interessi] Il decreto deve essere approvato dal Presidente della Repubblica Ciampi, che incredibilmente non si oppone.
  • Il Governo Berlusconi nell’aprile del 2004 approva la legge Gasparri, la quale infischiandosene della sentenza della Corte, consente a Retequattro di continuare a trasmettere nonostante non abbia la concessione, mentre Europa 7 viene esclusa ancora una volta.
  • Il Parlamento Europeo nel maggio del 2004 approva una relazione nella quale esprime preoccupazione che l’anomalia italiana si propaghi ad altri paesi dell’Unione, ed invita la Commissione Europea ad assumersi le sue responsabilità.
  • Il Consiglio d’Europa composto da 45 Paesi, approva nel giugno del 2004 una risoluzione che deplora l’esclusione di un potenziale operatore televisivo, Europa 7 vincitore della gara pubblica per la diffusione televisiva sulle frequenze occupate da Retequattro del Gruppo Mediaset.
  • Il 12 ottobre 2006 il Governo Prodi approva il disegno di legge Gentiloni che, non solo non risolve il problema Europa 7, ma non ne riconosce nemmeno i diritti.
  • Il 30 novembre di fronte alla Corte di Giustizia Europea, il Governo Prodi, tramite l’avvocatura dello Stato, fa propria la posizione del Governo Berlusconi e difende addirittura la legge Gasparri.

Ben quattro Governi, quindi, non hanno voluto e non vogliono riconoscere ad Europa 7 il diritto a trasmettere, nonostante si siano pronunciate a suo favore la Corte Costituzionale, il Consiglio di Stato, la Corte di Giustizia Europea. Che giudicano senza interessi, a differenza di chi siede in parlamento.

Ecco un’interessante intervista, tratta dal Blog di Beppe Grillo, all’editore di Europa 7, Francesco Di Stefano.

Pubblicato in: on luglio 29, 2007 at 9:49 pm  Commenti (1)  

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Un CommentoLascia un commento

  1. e noi continuiamo a sentire PALLE PER LE CASALINGHE DI VOGHERA…


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